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Chi è causa del suo mal... PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Domenica 16 Ottobre 2016 20:31

Il piagnisteo regna sovrano in un sistema sociale in cui non esistono più responsabili ma solo vittime, e in qualche caso raro il colpevole.

Dall’aspirante pornostar suicida ai comportamenti criminali di minori, il mondo corrotto degli opinionisti si contorce in equilibrismi dialettici per estorcere spiegazioni più o meno fantasiose per certi comportamenti, in un tentativo maldestro di giustificare il sistema e far passare i devianti come ingrati fruitori del medesimo.

In vero, la condizione individuale e collettiva di questa contemporaneità non persegue più un ideale, ma fomenta e rincorre la soddisfazione immediata delle più fantasiose e depravate voglie.

Visto che si parla ad ogni piè sospinto di economia, vale sottolineare che esiste anche un’economia psichica, la quale tendenzialmente è alla ricerca di un’armonia tra le proprie pulsioni e la realtà circostante. Un tempo, questa armonia era un dispositivo preposto al progetto di vita, al destino, a tempo differito. Era, insomma, un’economia di risparmio fruttifero, di semina accurata e di appagante raccolto. Oggi, essa è stata ridotta nel concetto e nella prassi ad una criterio di godimento, di sperpero e di rapido consumo. Tanto per capirci: oggi si vive l’attimo della notorietà, e non il lungo sacrificio della fama.

Oggi si reclama la libertà assoluta, e si pretende il riconoscimento ufficiale ed istituzionale delle proprie passioni, le quali non solo vogliono essere vissute pubblicamente, ma addirittura legalizzate secondo nuove norme. Oggi il privato non solo deve essere pubblico, ma reclamizzato, in uno spogliarello mediatico delle più nascoste intimità.

 

Basti pensare al cambiamento di mentalità avvenuto nel corso di pochi decenni. Si è passati dalla formula “Diventa ciò che sei”, quindi dall’indicazione a migliorare le personali competenze e a perseguire la peculiare vocazione secondo disposizioni innate e limiti connessi, all’imperativo “Diventa ciò che vuoi”, sovvertendo limiti e leggi interiori e di natura.

E questa seconda espressione ha in sé due patologiche condizioni. La prima è data da un narcisismo incontrollabile, che alimenta ambizioni irrealistiche, fantasie megalomaniche, bisogno morboso di essere riconosciuti ed ammirati. È la cultura stessa del sistema a fomentare questo stato, incentivando l’importanza dell’efficienza e del successo. La seconda è il cinismo, l’indifferenza verso il prossimo, l’assenza di empatia e di solidarietà, fino all’estremo della perversione, cioè dell’utilizzo dell’Altro al raggiungimento dei propri obiettivi. La psicoanalista francese Colette Soler ha coniato un neologismo che perfettamente riassume questo stato deviante: narcinismo.

Dal punto di vista della sovra definita economia psichica, il narcinismo è il terreno di coltura dell’invidia che dilaga nella nostra società e, con essa, il risentimento. Il confronto esasperato con l’Altro fa emergere i lati più oscuri di un carattere, quindi apre la via a qualsiasi azione pur di placare una vera e propria angoscia da prestazione e da affermazione. Mentre seguire le orme dell’“essere ciò che si è” presuppone l’emulazione, quindi l’impegno quotidiano a perseverare nella realizzazione del desiderio misurato alle personali capacità, il bisogno indotto a “diventare ciò che si vuole” sovverte ogni regola morale e psichica, scardina qualunque ostacolo e usufruisce di qualsiasi mezzo, perché tutto è concesso dal sistema corrente.

E chi dovrebbe piangere – ma non lo farà mai – per il male così indotto? La democrazia, naturalmente. Quella superstizione che è la fautrice del risentimento, grazie proprio alla sua esasperazione egualitaria; alla sua implicita istigazione alla massificazione e al conformismo; alla sua delegittimazione delle diversità e delle funzioni.

Con la deificazione dell’uguaglianza si assiste alla morte della giustizia, che in concomitanza alla morte di Dio certifica anche la fine dell’uomo di psiche e di carattere.

Adriano Segatori

Psichiatra e psicoterapeuta

Ultimo aggiornamento Martedì 18 Ottobre 2016 04:30
 

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